L’unico limite è l’immaginazione: la storia dei LEGO

Tutti quanti, grandi e piccini, almeno una volta ci siamo fatti prendere dai “Lego”: un intrigante gioco di costruzione il cui solo limite è la nostra immaginazione. Ma come sono nati? Chi ha inventato il gioco che ancora oggi, a distanza di molti anni, riesce a coinvolgere persone di tutte le generazioni? Oggi avremo la possibilità di avventurarci in questa incredibile storia.

L’azienda iniziò a produrre i Lego nel 1949, ma per i primi 10 anni i celebri mattoncini avevano una forma diversa da quella di oggi. Tutto iniziò nel 1916 quando Ole Kirk Christiansen aprì una falegnameria nel suo paese dove produceva manualmente articoli per la casa. La sfortuna vollr che la crisi economica portsddr un grande calo delle vendite e quindi del lavoro; così l’artigiano ebbe la brillante idea di iniziare a produrre oggetti in formato più piccolo e proprio queste miniature gli diedero l’ispirazione per la produzione di giocattoli. L’idea geniale fu che questi mattoncini potevano essere montati e smontati.

Tuttavia i mattoncini non erano ancora perfetti, erano poco versatili e non garantivano una gran stabilità. Furono perfezionati nel 1958, quando nella parte inferiore furono aggiunti dei piccoli cilindri in modo tale da permettere un incastro più solido. A partire dal 1959 iniziò la grande rivoluzione dell’azienda: fu abbandonata la produzione dei giocattoli in legno per sviluppare al massimo quella dei giocattoli in plastica e fu istituito il reparto “Futura” che doveva occuparsi di sviluppare nuove idee. I diversi tipi di mattoncini erano all’epoca circa 50. Nel 1963 iniziò a essere usata per produrre i lego la plastica ABS, materiale che resiste tutt’oggi, anche se inizia a essere associato a versioni “green”, biodegradabili. Nello stesso anno vennero introdotti i manuali d’istruzione all’interno della confezione, rendendo l’esperienza ancora più divertente. All’epoca, il prodotto più venduto era il treno, che montava un motore a 4,5 volt. Nel 1968 l’avventura dell’azienda si allargò oltre il mondo delle costruzioni: fu creato il parco Legoland a Billund, realizzato interamente con mattoncini Lego. L’attrazione ricopriva una superficie di 12.000 metri quadrati e contò 625.000 visitatori solo nel primo anno di vita.

Nel 1969 vennero immessi sul mercato i “Lego Duplo”, pensati per i più piccoli. Consistevano in mattoncini più grandi (e quindi non ingeribili), che comunque potevano essere assemblati con quelli di dimensioni più piccole in modo tale da permettere ai bambini un passaggio graduale fra i due formati: un gioco per ogni età!

Nel 1974 comparvero i primi omini nella confezione “Lego family”, che diventò la più venduta in assoluto: gli iconici personaggi, con braccia e gambe orientabili e con la tipica faccia sorridente di colore giallo, dettero ai Lego una marcia in più. Gli omini furono integrati in quasi tutti i modelli, rendendo vive strade, città, case. Nel 1979 i Lego arrivarono anche nella fantascienza, con le celebri navi spaziali; nel 1983, invece, fu la volta della serie “Castle”, ambientata nel medioevo, mentre nel 1989 spopolarono i pirati.

I colori più diffusi nei mattoncini sono il rosso, blu, giallo, nero, grigio e bianco. Altri colori vennero aggiunti successivamente, ma per molto tempo la società si rifiutò di produrre mattoncini verdi per paura che i bambini costruissero giochi che potessero ricordare i carri armati e le divise dei militari. Successivamente però questa idea venne abbandonata ed entrarono in commercio anche pezzi di questo colore, insieme a nuove tonalità della pelle degli omini.

Un gioco che ha accompagnato almeno tre generazioni di bambini e che continua a riscuotere successo: usare la fantasia resta il miglior divertimento di sempre.

Tadeo Leone