Emozioni che nascono dal basso: la musica Rap

Una cultura nata dalla povertà dei ghetti afroamericani, che ha saputo affascianare e appassionare intere generazioni.

L’Hip Hop o Rap è nato negli Stati Uniti nel 1970 e ha ottenuto popolarità a livelli mondiali negli anni ‘80. Si tratta di uno stile caraterizzato da musica ritmica e stilizzata, che comunemente accompagna il rapping, un discorso cantato in rime ma senza melodie. L’hip hop cominciò ad acquistare notorietà a New York con i Block party, che divennero molto popolari tra i giovani afro-americani. Nonostante questa fama, il genere non venne registrato in radio fino al 1979, sopratutto a causa della povertà di quegli ambienti e della mancanza di accettazione al di fuori dei quartieri del ghetto. Successivamente i Dj iniziarono a creare brani con le drum machine, al tempo l’ultima innovazione nel campo musicale: cominciò così la prima evoluzione dell’hip hop.

La seconda evoluzione avvenne tra il 1983 e il 1984 con il new school hip hop. In questo periodo nacque anche il Gangsta rap, che caratterizzava le vite violente della gioventù afro-americana del ghetto. Tra i fondatori del genere possiamo citare Ice Cube, conosciuto per aver fuso il semplice hip hop con tematiche violente e trasgressive. Negli anni novanta è nata una nuova generazione: hanno fatto la loro comparsa artisti famosi anche oggi, come Snoop Dogg e Dr. Dre. A partire dal 2005 le vendite dell’hip hop in America calarono e per cercare di farle risalire si crearono nuovi generi come la Trap, tutt’ora sulla cresta dell’onda. In questi anni hanno fatto la loro comparsa artisti come Drake, Kendrick Lamar ed Eminem. L’ultima ondata ha visto come protagonisti cantanti come Travis Scott e Migos, attualmente vere e proprie icone della musica trap.

Nella storia il rap è riuscito a racontare stati d’animo, a far immedesimare ascoltatori di ogni età, grazie alle sue rime e ai suoi ritmi: un genere che cambia continuamente, ma che sa mantenere le sue caratteristiche vincenti.